Roma, l’inceneritore che minaccia la salute dei bambini rom

A via di Salone, a ridosso del raccordo anulare lungo il tratto urbano della A24, si trova uno dei principali insediamenti rom autorizzati dal Comune di Roma. Ci vivono, tra gli altri, circa 400 minori: siamo al civico 323, l’inceneritore di rifiuti tossici della Basf è al numero 245. L’impianto è lì da molti anni e, tra il 1999 e il 2004, ha anche subito una serie di guasti. La novità però, denunciata ieri (22 luglio) dall’associazione “21 luglio”, è che pochi giorni fa “la Provincia di Roma, dopo un lungo e controverso iter, ha concesso l’Autorizzazione integrata ambientale all’inceneritore”. In altre parole, riconosce la legittimità dell’impianto e il rispetto delle norme ambientali e di sicurezza.
Quell’impianto, secondo l’associazione 21 luglio e in base ai dati da questa riportati, minaccia gravemente la salute degli abitanti della zona e, in particolare, dei bambini rom. “Nel settembre 2003 – ricorda l’associazione – l’Istituto epidemiologico (Asl Rme) ha presentato i dati analitici secondo cui la mortalità per tumore negli uomini dal 1987 al 2001 nel territorio circostante è del 30% superiore rispetto alla media di Roma”. Un dato già molto allarmante, a cui tre anni dopo si aggiunge quello rilevato, nel novembre 2006, dalla Asl Rmb, le cui indagini epidemiologiche “hanno confermato, tra i dati del 2003, 8 su 9 decessi per Linfomi non Hodgkin ( 156% rispetto all’atteso), ed evidenziato un maggior numero di tumori al cervello tra gli abitanti della zona”. Ne dà notizia il Redattore Sociale.